• Novità sul divieto di anatocismo. Implicazioni per le operazioni di risanamento.
  • 6 Giugno 2014 - Principi di attestazione dei piani di risanamento
  • In data 10 ottobre 2014, l'ISDA (International Swaps and Derivatives Associations) ha pubblicato un protocollo, denominato "Resolution Stay Protocol", finalizzato a modificare il testo standard dell'ISDA Master Agreement (di seguito, il "protocollo")
  • In data 12 giugno 2014, sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale UE le nuove disposizioni di revisione del quadro normativo MiFID
  • 7.5.2014 - Novità in tema di disposizioni di vigilanza; governance bancaria
  • La Banca d’Italia detta i criteri per la classificazione per qualità del credito in caso di deposito di una domanda di concordato “in bianco” (o di una domanda di concordato con continuità aziendale)
  • Entra in vigore (in ritardo) la normativa italiana di attuazione della direttiva “AIFMD”, sui gestori di fondi di investimento alternativi. Il provvedimento sostituisce le misure provvisorie emanate da Banca d’Italia e da Consob nel luglio del 2013

La modifica dell'art. 120, comma II, Testo Unico Bancario; le recenti pronunce giurisprudenziali; la proposta di Delibera CICR

Novità sul divieto di anatocismo.

Come noto, l'ISDA Master Agreement (sia nella versione del 1992, sia in quella del 2002), usualmente applicato nei rapporti tra banca e cliente, nell'ambito degli strumenti derivati finanziari e di credito, prevede la possibilità di risolvere il contratto qualora una delle parti divenga insolvente, venga assoggetta a procedure concorsuali o concluda accordi di cessione di beni ai propri creditori (o simili). Il Protocollo prevede ora che, in alcuni casi, chi abbia facoltà di risolvere il contratto (alla luce di quanto sopra) non possa esercitare tale diritto (che viene, così, temporaneamente sospeso). Di conseguenza, il contratto continua ad essere eseguito tra le parti, senza che la controparte del soggetto insolvente abbia diritto di risolverlo.

ISDA Resolution Stay Protocol News

Newsletter Novità ISDA 16.10.2014

la Direttiva 2014/65/UE, che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (MiFID II): che contiene una disciplina sui seguenti aspetti: autorizzazione e condizioni di esercizio per le imprese di investimento; prestazione di servizi di investimento o esercizio di attività di investimento da parte di imprese di paesi terzi mediante lo stabilimento di una succursale; autorizzazione e funzionamento dei mercati regolamentati; autorizzazione e condizioni di esercizio dei prestatori di servizi di comunicazione dati e vigilanza, collaborazione e controllo dell’applicazione della normativa da parte delle autorità competenti.

- il Regolamento (UE) n. 600/2014, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (MiFIR), che stabilisce requisiti uniformi in relazione a: comunicazione al pubblico di dati sulle negoziazioni; segnalazione delle operazioni alle autorità competenti; negoziazione di strumenti derivati nelle sedi organizzate; accesso non discriminatorio alla compensazione e accesso non discriminatorio alla negoziazione di valori di riferimento; poteri di intervento sui prodotti conferiti alle autorità competenti, all’ESMA e all’ABE; prestazione di servizi o attività di investimento da parte di imprese di paesi terzi, in seguito a una decisione di equivalenza applicabile da parte della Commissione, con o senza una succursale. In particolare, l’art. 46 prevede: “Un’impresa di un paese terzo può fornire servizi di investimento o svolgere attività di investimento con o senza servizi complementari alle controparti qualificate e a clienti professionali ai sensi dell’allegato II, sezione I, della direttiva 2014/65/UE situati nell’Unione senza avervi stabilito una succursale se è registrata nel registro delle imprese di paesi terzi tenuto dall’ESMA ai sensi dell’articolo 47”.

Il termine per l’implementazione della MiFID II è il 3 luglio 2016. Il Regolamento MiFIR, fatte salve le eccezioni dettate dall’art. 55, si applica dal 3 gennaio 2017.

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La Banca d’Italia, nell’ambito dei poteri ad essa attribuiti dal TUB, ha emanato nuove disposizioni di vigilanza sul governo societario delle banche. Le nuove norme danno attuazione alla direttiva CRD IV, per le parti relative agli assetti di governo societario delle banche, e tengono conto delle indicazioni date dall’Autorità Bancaria Europea e dagli altri organismi internazionali, tra cui il Fondo Monetario Internazionale. Le disposizioni sono state elaborate ad esito delle osservazioni pervenute a Banca d’Italia durante la consultazione pubblica che si è conclusa il 23 gennaio scorso.

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In allegato un documento recentemente emanato da Banca d’Italia riguardo alla classificazione dell’esposizione bancaria, nei casi in cui intervenga una domanda di concordato con riserva (o una domanda di concordato con continuità).

Il tema è rilevante in quanto spesso viene valutata la sospensione dell’utilizzo degli affidamenti quando viene presentata una domanda di ammissione a procedura, sostenendo che si tratti di un evento che incide in maniera sostanziale sulle condizioni del debitore.

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Scarica il testo del Decreto Legislativo del 4 marzo 2014, n. 44, che dà attuazione in Italia alla direttiva 2011/61/UE (nota anche come AIFMD).

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